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e sportive slovene a Trieste durante il periodo del terrore fascista
Petra Krizmancic (riassunto
dal libro - tesi di laurea)
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| L'aver constatato che le conoscenze delle giovani generazioni
- e non solo - in merito alle proprie radici e` molto superficiale o insufficiente,
mi ha spronato a elaborare la presente tesi di laurea che espone le attivita`
delle associazioni culturali e sportive ai tempi dell'Impero austroungarico
e durante il perido del terrore fascista. ģ necessario studiare a fondo le passate vicende, trarne insegnamentoe fare riferimento ad esse per formulare i valori e le posizioni nella realta` della minoranza nazionale in cui, secondo me, e` evidente soprattutto l'indifferenza per la coscienza nazionale, un impovertimento dei fattori di socializzazione (in primo luogo delle societa` e delle organizzazioni) e l'apatia degli organi competenti nel realizzare e anche solo nel sostenere nuove forme di salvaguardia dell'identita` nazionale che si va progressivamente perdendo. Sarebbero inutili gli sforzi per preservare3 la nostra identita`, per lo sviluppo e l'affermazione della minoranza slovena, se negassimo le nostre tradizioni e I legami col passato. Dalle passate esperienze possiamo trarre tuttora insegnamento. Cio` riguarda riguarda soprattutto la gestione dei rapporti interetnici che possono ancora definirsi in questi termini: maggioranza - dominante, minoranza - subalterna. Con l'intento di avvicinarsi alla popolazione maggioritaria gli sloveni spesso accettano con leggerezza il monolinguismo, invece di far conoscere e apprezzare alla comunita` italiana la propria lingua e la cultura attraverso lo sviluppo di nuovi modeeli del bilinguismo. Senza lingua non c'e` crescita, ne` cultura, ne` storia. A questo scopo ho tracciato una sintesi del percorso storico inerente la formazione e lo sviluppo dell'attivita` sportiva e culturale tra gli sloveni di Trieste, e non solo, sotto l'Impero austroungarico e nel periodo dell'egemonia fascista che conferma il ruolo del recente passato ai fini della conservazione dell'identita` nazionale, per stimolare le giovani generazioni a tramandare l'idea della propria peculiarita` culturale e linguistica. Dopo la rivoluzione francese l'idea nazionale si estese in tutta Europa, trovando rispondenze anche tra gli italiani e gli sloveni di Trieste e di Gorizia. Divenne quindi un vero movimento politico, I cui fini erano l'indipendenza e l'affermazione nazionale; cio` avvenne con I moti del 1848, quando in Europa cominciarono a cadere I vecchi regimi assolutisti. Fu allora che anche il popolo sloveno inizio` a destarsi e prendere coscianza del proprio diritto all'indipendenza nazionale. Gli sloveni esprimevano le proprie richieste politiche, nazionali e culturali nei circoli di lettura (čitalnice) e durante I grandi raduni pubblici (tabori), tramite l'associazione politica Edinost e numerosi circoli culturali, sportivi e del Sokol, che operavano come vere e proprie associazioni di difesa dell'identita` nazionale, in un primo monento in citta`, poi anche in provincia. Oltre all'opera delle associazioni fu svolto un ruolo importante per la maturazione della coscianza della propria identita` anche dal notevole sviluppo economico nell'ultimo decennio del secolo scorso . In quel periodo e all'inzio del Novecento le richieste degli sloveni si fecero sempre piu` forti. L'opposizione ai diversi meccanismi di assimilazione, la promozione economica e sociale, psicologica e materiale acceleraronola spaccatura degli equilibri preesistenti tra gli sloveni e la maggioranza italina. All'orizzonte comparve il "pericolo sloveno" che poteva ostacolare le aspirazioni della parte italiana di essere annessa all'Italia e gli sforzi imperialistici della stessa vrso i Balcani. Con la prima guerra mondiale l'Italia concretizzo` il proprio obbiettivo di unita` nazionale e con il ostegno del fascismo persegui' le mire espansionistiche e la tradizioni del mito del "Grande Impero". Dopo l'occupazione militare del Litorale e la ratifica del confine con la Jugoslavia, gli sloveni di Trieste e Gorizia si trovarono in una nuova situazione politica che cambio` completamente la loro configurazione sociale ed economica. Si prospetto` la fine della rinnovata vita sociale, culturale, sportiva, politica e economica. Le nuove autorita` non comprendevano e non volevano considerare la realta` slovena; ben presto iniziarono ad applicare una politica oppressiva e snazionalizzatrice, appoggiando le devastanti incursioni delle squadre fasciste che a Trieste si sono formate molto prima della marcia su Roma di Mussolini, frutto dell'odio nei confronti della classe operaia e della popolazione slovena. |
![]() Mladinsko društvo sv. Ivan (San Giovanni) e Mladinsko društvo Prosveta di Opicina prima della partita di calcio, il 19-12-1926 |
Innanzitutto furono soppresse le associazioni del Sokol, perche` legate
a Ljubljana e considerate di orientamento "comunista", quindi
pericolose per lo Stato. Gli intellettuali sloveni vennero espulsi, la
lingua slovena fu bandita dalla stampa, I Consigli amministrativi delle
societa` furono aboliti, le scuole slovene chiuse, le biblioteche bruciate,
le varie corali soppresse e furono devastate le sedi delle associazioni.
Negli anni venti la gioventu` slovena si oppose con decisione alla distruzione
legalizzata di un popolo. Si ribello` all pacifica e paziente attesa
dei tempi passati, al sistema culturale organizzato alla vecchia maniera
e intervenne nella politica e nel campo culturale e sportivo con modalita`
piu` consone, piu` autentiche e quindi piu` efficaci. I giovani, anche
quelli ai quali la problematica nazionale e l'attivita` nell'ambito culturale
non interessavano particolarmente, preservarono la loro identita` nazionale
con lo sport. |
![]() Veslaški klub (club canottieri) Sirena a Barcola |
| Dovremmo riflettere anche sul ruolo del nostro
sport che, con le migliori squadre e gli atleti di livello nazionale, adempie
al proprio
fine sociale. Richiama l'attenzione sulla nostra realta`, ma trascura un
qualsiasi progetto di competitivita`; anche lo sport della comunita` slovena
si e` "commercializzato" e abbiamo accettato consapevolmente
il monolinguismo della maggioranza per poter disporre di mezzi economici
piu` consistenti. La lingua slovena sta sparendo dai campi sportivi, dalle
palestre, dagli spogliatoi e dai bar sociali, in nome - cosi' ci illudevamo
- della convivenza, uguaglianza e amicizia con la maggioranza italina.
Dobbiamo invece renderci conto dei nostri limiti e nello sport, come mezzo
di promozione degli sloveni in Italia, supportarer soprattutto I talenti
e I loro risultatiche esaltano le nostre capacita`, la creativita` e la
stessa esistenza. Lo sport non e` solo una forma di competizione, e` anche educazione, ricreazione e sostegno alle persone con problemi particolari. In questa direzione dobbiamo arricchiree riorganizzare le finalita` e I contenuti della nostra attivita` sportiva. Nell'istruzione siamo in ritardo e perdiamo le occasioni offerte dal Protocollo d'intesa tra il Ministero italiano e il C.O.N.I. che prevede la realizzazione nelle scuole elementari statali di attivita` congiunte tra maestre e personale sterno qualificato, messo a disposizione dalle societa` sportive. Alcune societa` sportive di Trieste (U.S. Bor, U.S. Sloga, U.S. Breg) e di Gorizia (S.S. Val, S.S. Dom), hanno gia` attivato nell'ambito della legge sull'autonomia scolastica e ancora prima dell'approvazione del Protocollo, alcune iniziative gestite da esperti istruttori. Questa attivita` pero`, piu` che pianificata e pubblicizzata dalla stampa, e` stato frutto di iniziative e promozioni individuali e invece potrebbe garantire lo sviluppo dello sport scolastico verso la qualita` e la continuita`. Con il passaggio nel nuovo millennio e verso una realta` sociale piu` tollerante, dopbbiamo migliorare l'offerta nel campo delle attivita` ricreative e, ribadisco ancora una volta, riflettere sui contenuti anche per le persone porttrici di handicap. Tutti siamo consapevoli degli effetti positivi di una regolare attivita` sportiva, della sua funzione preventiva per la salute psico-fisica. Questo e` il motivo per cui le sociata` sportive, ma sopratutto quelle culturali, hanno offerto negli ultimi decenni una vasta gamma di possibilita`, dalla ginnastica ricreativa per bambini e adulti, all'organizzazioni di incontri o collaborando nell'organizzaione di importanti manifestazioni sportive. Abbiamo realizzato anche una palestra per il fitness presso il centro Prvi maj (Primo maggio), ma nonostante cio` registriamo di anno in anno un calo generale dell'interesse per le attivita` proposte. La ginnastica e l'aerobica praticate negli spazi inadeguati delle associazioni culturari nei centri minori, sono attivita` per le quali si prospetta una fine imminente. Queste iniziative sono state sostituite dalle moderne infrastrutture della maggioranza, dallo stile di vita consumistico, dal computer e dalle comodita` e hanno allontanato l'interesse per la lingua slovena. E' risaputo che le attivita` ricreative - tranne quella turistica e escursionistica - laddove e` necessario un istruttore, si svolge in italiano anche in presenza di un soloappartenente alla maggioranza. Fa eccezzione l'attivita` che si svolge in Gorizia, Savogna, San Floriano, Sant'Andrea e San Mauro nell'Isontino. In passato questo tipo di comportamento poteva essere giustificato con la logica della sopravvivenza, mentre oggi si tratta solo di pigrizia. Nella nuova visione di un'Europa della convivenza e di rapporti piu` tolleranti nel nostro Litorale possiamo soddisfare le richieste della maggioranza che oggi studia la nostra cultura e la nostra storia, seguendo I corsi di lingua slovena, con corsi di sloveno organizzati dalle societa` culturali e sportive. Potremo cosi' garantire la sopravvivenza di queste grazie a nuove entrate finanziarie e finalmente rendere possibile le attivita` sportive in lingua slovena. Il problema della carenza di strutture e la concorrenza tra le varie attivita` ricreative puo` essere risolto rivalutando quelle discipline sportive che non richiedono attrezzature costose e spazi coperti e sono oggi molto popolari come le marcie di orientamento, ecc. Dobbiamo occuparci delle pubblicazioni (Almanacco dello sport sloveno in Italia, testi che documentano la storia del nostro sport, il grande libro dei giochi sportivi sloveni, articoli nei periodici...), poiche` con esse lo sport acquista la propria immagine vera, ma anche valore e tradizione. In questo senso e` incoraggiante la partecipazioen della stazione radio di Trieste (con trasmissioni di carattere divulgativo-scientifico e di intrettenimento sul team dello sport) e della TV Koper Capodistria (le trasmissioni Športel e Tra due fuochi). I presupposti per lo sviluppo ci sono, cosi' come ci sono possibilita` di un nuovo slancia per tutte il nostro movimento sportivo. Esistono competenze per un'offerta di maggior qualita`, per reclamizzare le nostre tradizionali manifestazioni sportive, gli incontri amichevoli, I campionati, le nuove iniziative e anche I quadri professionali. Ma questa non e` la finalita` di questo lavoro che vuole piuttosto fa riflettere aul messaggio del passato oggi risvegliatosi per un futuro piu` sereno e concreto. |