KOŠARKA - PALLACANESTRO

Trst - Trieste, 19.9.2010

Lep obisk na predstavitvi knjige S. Tavčarja - Successo di pubblico per la presentazione del libro di Sergio Tavčar

* SLO - V mali dvorani Stadiona 1. maja v Trstu so ob pristonosti velikega števila poslušalcev predstavili prvenec Sergija Tavčarja z naslovom Jugoslavija, košarka in tv komentator. Zgodovina jugoslovanske košarke preko pripovedi glasu TV Koper. Uvodni pozdrav je imel Borov predsednik Igor Kocijančič (njegov poseg po slikah), večer pa je povezoval Rado Šušteršič.
Knjigo so po uvodni predstavitvi v Štarancanu prvič ponudili javnosti na Tržaškem. Sergio Tavčar je kot običajno v svojem barvitem slogu odgovarjal na mestoma provokativna vprašanja Igorja Kocijančiča in poslušalcev. Označil se je za človeka, ki je po poklicu košarkarski trener in šele zatem televizijski komentator. Še enkrat je potrdil, da ne bo napisal drugih knjig, ker je pač v to delil zlil vse to, kar obvlada. Večer je bil sploh zelo prijeten, zanimivi so bili predvsem avtorjevi pogledi na košarko in anekdote o velikanih jugoslovanske igre pod košema.

* ITA - Presso la palestra piccola del Primo Maggio si e' svolta, in presenza di un numeroso pubblico, la presentazione del libro di Sergio Tavčar "La Jugoslavia, il basket e un telecronista. La storia della pallacanestro jugoslava raccontata dalla voce di Telecapodistria". Il saluto introduttivo e' stato portato dal presidente dell'Unione sportiva Bor Igor Kocijančič (il suo intervento dopo le foto), il moderatore della serata e' stato Rado Šutšteršič.
Si e’ trattato della prima presentazione triestina del libro dopo la vernice in quel di Staranzano. Come di consueto Sergio Tavčar ha risposto alle domande, spesso provocative, di Igor Kocijančič e degli ascoltatori, in maniera brillante e colorita. Di se’ ha detto che si sente prima allenatore di pallacanestro che telecronista. Ha poi confermato che non scrivera’ ulteriori libri visto che ha inserito in questo tutto quel che conosce. La serata e’ stata molto piacevole con chicche particolarmente interessanti riguardanti le opinioni dell’autore sulla pallacanestro e i diversi aneddoti sui grandi della storia del basket jugoslavo.

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Foto: Lako


Igor Kocijančič, Sergio Tavčar, Rado Šušteršič

Intervento di Igor Kocijančič

Spunti per la presentazione del libro di Sergio Tavčar “La Jugoslavia, il basket e un telecronista
La storia della pallacanestro jugoslava raccontata dalla voce di Telecapodistria”


Trieste, 23.09.2010, Campo Primo Maggio

Innanzitutto dovrei dire che siamo in presenza di un libro che, dal punto di vista degli appassionati di basket (in special modo del basket jugoslavo) rasenta la perfezione. E’ scritto con un tratto leggero, per niente erudito, ma è un libro che insegna. Vi trovate di tutto: storie di grandi squadre, di grandi campioni, aneddoti, descrizioni precise di risultati delle squadre nazionali seguite attraverso varie fasi cicliche (olimpiadi, mondiali, europei…). Chi, come il sottoscritto, pretende di essere un profondo conoscitore della materia, rimane pienamente soddisfatto, perché in un modo o nell’altro ritrova citati tutti, ma proprio tutti, i protagonisti, individuali e collettivi, di quasi quarant’anni di basket jugoslavo (dagli anni sessanta alla dissoluzione).
Per quelle e quelli ai quali il basket piace, ma magari non ne fanno una malattia, sarà comunque piacevole leggere le cronache e gli intrecci di quaranta anni di pallacanestro che Sergio, molto sapientemente, senza alcun eccesso formalistico o pretesa didattica riesce comunque a collegare ad alcuni importanti fatti politici e sociali che avvennero nel paese durante il lungo periodo trattato.
A voler “cercare il pelo nell’uovo” si potrebbero imputare all’autore tre leggere omissioni: aver ignorato le due amichevoli Italia – Jugoslavia giocate a Trieste (juniores nel 1979 e seniores nel 1991, a pochi giorni dalla dissoluzione) e non aver citato un giocatore belgradese (coetaneo di Dražen Petrović) che per un certo periodo fece molto parlare di sé, Saša Radunović, del Radnički, che però non concretizzò mai il talento lasciato intravedere a livello giovanile.
D’accordo con Sergio anche sulla definizione dei tre giocatori “più grandi” di tutti i tempi (Krešimir Čosić, Mirza Delibašić e, naturalmente, Dražen Petrović) purtroppo tutti e tre morti tragicamente ed in circostanze diverse, quasi fosse necessario prendere atto che alla scomparsa della Jugoslavia e del basket jugoslavo non potessero sopravvivergli i suoi migliori interpreti.
E’ quindi un’opera che andava assolutamente scritta, che difficilmente avrebbe potuto essere scritta meglio di così.
Nonostante le dichiarazioni d’intenti fin qui assolutamente contrarie di Sergio Tavčar, sarebbe estremamente interessante, a nostro parere, leggere un suo libro su questi ultimi vent’anni senza basket jugoslavo, magari partendo dal presupposto che con il recente (e dissennato) allargamento dei prossimi campionati europei a 24 squadre, l’area corrispondente all’ex Jugoslavia sarà presente con ben sei squadre nazionali (Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Macedonia e Montenegro), di cui almeno tre (o quattro) potrebbero aspirare anche al titolo europeo, sicuramente al podio.