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Drago Gantar, Egon Kraus, Renato Štokelj, Vili Prinčič, Adriano Sossi, Mario Mari, Stojan Kafol, Peter Starc, Peter Brumen, Branko Lakovič, Sergio Tavčar, Marko Ban, Boris Vitez. Le loro immagini saranno da ora in poi presenti nella palestra di Borgo Grotta Gigante, luogo in cui si sono svolti i festeggiamenti per onorare i 50 anni della pallacanestro degli Sloveni in Italia. La serata, organizzata dalla commissione pallacanestro dello ZSŠDI e brillantemente condotta da Evgen Ban, è stata suddivisa in tre parti. All’inizio, dopo il discorso del presidente dello ZSŠDI Ivan Peterlin, è stato presentato il Wall of Fame, sul quale hanno appeso le fotografie raffiguranti gli uomini menzionati precedentemente, tra i più meritevoli per lo sviluppo di questa disciplina. E’ seguita la presentazione della pubblicazione curata da Branko Lakovič dal titolo 50 anni della nostra pallacanestro (Mladika editore) e nato grazie al supporto dello ZSŠDI e di alcuni sponsor. Alla realizzazione del libro hanno inoltre contribuito i giornalisti Veronika Sossa e Niko Štokelj, mentre le traduzioni in italiano (il libro è interamente bilingue) sono state realizzate dai giornalisti Sergio Tavčar e Albert Voncina. In esso è possibile rivivere i 50 anni di storia del basket degli Sloveni in Italia, oltre che ad apprendere chi sono i cestisti, che sono stati convocati nelle squadre nazionali. Molto interessante inoltre il capitolo in cui sono racchiuse le testimonianze di numerosi protagonisti oltre alle numerose immagini e materiale statistico, di cui si è occupato Igor Lakovič.
Alla presentazione del libro ha fatto seguito il discorso del presidente dello Jadran e la presentazione di tutte le squadre appartenenti al settore giovanile dello Jadran, di cui fanno parte il Bor, il Breg, il Kontovel, il Sokol, il Polet e il Dom di Gorizia e della prima squadra dello Jadran. Alla realizzazione del sottofondo musicale della serata hanno contribuito il DJ Papš ovvero Aljoša Ota e la musicista Tina Renar.
All’evento hanno preso parte numerosi ospiti, tra cui i consiglieri regionali Stefano Ukmar e Igor Gabrovec, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, l’assessore allo sport del comune di Trieste Edi Kraus, il sindaco di Dolina Sandi Klun, il vicesindaco del comune di Duino-Aurisina Massimo Veronese, l’assessore del comune di Sgonico Mirko Sardoč, il rappresentante CONI Jure Kufersin, il presidente FIP regionale Giovanni Adami e il presidente della SKGZ triestina Tomaž Ban.

Intervento del presidente dello ZSŠDI, Ivan Peterlin

Cari ospiti, carissimi amici!
E’ veramente un onore per me poter assistere, in veste di presidente dello ZSŠDI, alla vostra festa, festa che vuole onorare un giubileo importante, il compleanno di mezzo secolo di vita.
Credetemi: già alla notizia che in questa serata sarà inaugurata la “wall of fame” all’ingresso di questo impianto sportivo, sono stato pervaso da un vero fremito emozionale!
Ho la sensazione che a prima vista, da lontano, quelle figure, quei volti, quelle foto non parleranno: ti guarderanno e basta. Ma quando ci avvicineremo un po’ di più e riusciremo a concentrarci, ecco che improvvisamente i volti, le figure stampate su quei fogli inizieranno a parlare. E ti racconteranno delle storie incredibili, belle, emozionanti, intrise di valori che hanno contraddistinto tutto il loro iter sportivo. Ed è proprio per questo che la nostra Commissione pallacanestro ha pensato di mettere in mostra perenne questi volti. Ed i personaggi esposti racconteranno che anche i sogni possono diventare realtà, che anche se inizi a costruire dal nulla, se sei convinto dei propri mezzi, se sei disposto a sacrificare il tuo tempo libero, se vuoi arrivare, se riesci a programmare bene in tuoi passi, insomma – se ci credi fermamente – niente ti può fermare! Ed è questo il credo a cui si sono aggrappati 50 anni fa i pionieri della nostra pallacanestro ed hanno cominciato a costruire. Oggi sfogliamo un romanzo che di capitoli ne ha già tanti: belli, entusiasmanti, ma anche tristi e bui. Però la parola fine non è stata ancora scritta. Ai tanti capitoli se ne stanno aggiungendo altri, nuovi. E noi tutti aspettiamo con curiosità cosa ci riserverà il capitolo successivo. Ecco: il mio augurio oggi è che questo romanzo non abbia un epilogo e che la parola fine non venga mai scritta!

Foto Ivan Perčič, Igor Tomasetig

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