SGONICO – Alla 26ma edizione della tradizionale rassegna della Coppa Zgonik – Sgonico hanno partecipato ben 271 karateka di 21 società provenienti dall’Italia e dalla Slovenia. Il saluto introduttivo è stato portato dalla presidente dello Shinkai club, Erica Kosuta.  Alla manifestazione, organizzata in modo impeccabile dallo Shinkai club, sono interventu molti ospiti tra i quali i presidente dello ZSŠDI-ja Ivan Peterlin, l’assessore dello sport del Comune di Sgonico, David Pupulin, il maestro di karate e il presidente della Federazione FIKTA Romano Cimenti, il presidente provinciale di Trieste della Libertas, Livio Lupetin, e Miro Gavran in rappresentanza della Federazione del karate tradizionale della Slovenia.
I karateka dello Shinkai si sono ben comportati. Nei kata (cintura bianca) ha vinto Ksenija Štekar, al secondo posto si sono classificati Massimo Blocar, Marika Farinelli, Luka Lončar, Dennis Švab e Mija Ukmar, al terzo Matteo Blocar, Martina Gruden e Jernej Močnik, al quarto: Adam Hammoussi, Andrej Milič, Igor Štoka e Patrick Zidarič. Nel kumite ssecondo posto per: Massimo Blocar, Amina Hammoussi e Ludvig Žužek, al terzo Luka Lončar, asl quartoMatteo Blocar e Adam Hammoussi.
Nella classifica per società ha vinto Ken e Zen di Pagnacco davanti al club triestino Karate Do e l’ Oldersi di Ilirska Bistrica. Quarto posto per il club di casa.

Il saluto della presidente dello Shinkai club Erica Košuta

Benvenuti cari amici e sportivi
Un grande uomo del secolo scorso iniziò il suo discorso così:

I have a dream
Non mi sto paragonando affatto, ma ho un sogno, voglio, innanzi tutto che questa sia una bellissima giornata per tutti noi e che questa manifestazione diventi un futuro punto d’incontro di giovani provenienti da più nazioni.
Oggi si incontrano atleti di due nazioni in pieno spirito sportivo. Sia questa gara un’occasione dove prevalgono la lealtà, la correttezza, il divertimento e la curiosità. Curiosità nell’avvicinarsi a ragazzi e giovani che parlano una lingua diversa, ma simile negli interessi dello sport che praticano, il quale insegna valori messi talvolta in secondo piano, come il rispetto e la capacità di ascoltare gli altri.
Al giorno d’oggi questa non è sempre la normalità, perciò voglio, che questo giorno diventi in futuro ancora più bello varcando i confini delle nazioni attenendosi allo spirito del karate.
OSSS

 

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